Il Lago e il Parco

L’anello che circonda il lago ( 5 km ) è ideale per tranquille passeggiate a contatto con la natura, per praticare jogging, per il birdwatching e la pesca.

In estate la sponda interna offre a tutti la possibilità di rilassarsi prendendo il sole e fare bagni rinfrescanti; il Lido Aquilegia ,nella parte più a sud, propone anche sdraio e ombrelloni, invitanti drinks e serate musicali.

Gli amanti della canoa possono godere in piena tranquillità degli spettacolari colori della natura…

Gli appassionati della pesca possono mettere alla prova le proprie abilità ottenendo il permesso giornaliero.

Le 4 stagioni del Parco 
 
 

La parte nord del lago, nel comune di Canzo, è occupata da un folto canneto dove vi si annidano la cannaiola e il cannareccione.

La ninfea bianca, che galleggia indisturbata sulle acque tranquille, è stata presa a simbolo del Parco.

La fauna annovera diversi anfibi fra cui il rospo comune ed un notevole patrimonio ittico: pesce persico, luccio, carpa, tinca.

Il percorso dei Budracch raggiunge Canzo attraverso un sentiero che si snoda tra boschi di carpini, frassini, ciliegi e castagni in un bello scenario paesaggistico. Il sentiero parte dal lato interno del Lago sulla parete del Monte Cornizzolo. Sul percorso si incontra un anfiteatro nel quale è posto un antico fontanino.

Le passeggiate nel Parco.

Il percorso del Monte Scioscia sale con brevi strappi alternati a tratti pianeggianti attraverso boschi di castani e frassini. Tenendo sempre il lato est della montagna il percorso permette costantemente una buona panoramica sul Lago del Segrino. La Cascina Inarca, in Comune di Proseprio, può essere un buon punto di ristoro.

Iniziò Stendhal nelle pagine del suo Giornale di Viaggio ad esserne estasiato e paragonandolo ad una “gemma di smeraldo” per il colore delle sue acque;

Giuseppe Parini, che nacque nel vicino comune di Bosisio Parini, cita il lago in Poesia XXII;

Fogazzaro vi ambientò parte di Malombra;

Guest House Cascina Segrino

Il Lago del Segrino ha ispirato scrittori, poeti e artisti.

Ippolito Nievo,nel 1855, scrisse la novella ” La pazza del Segrino”;

Giovanni Biffi “La Ghita del Carrobio”,

Nel XX secolo venne menzionato in La cognizione del dolore da Carlo Emilio Gadda, che soggiornava in Villa Gadda a Longone al Segrino, proponendone un nome originale di See grün, ossia “lago verde” in lingua tedesca.

Il pittore Giovanni Segantini, che soggiornò nella zona, ritrasse paesaggi e abitanti del luogo in alcune sue tele…

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